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Conoscenza e Innovazione si muove nel solco di una tradizione di ricerca caratterizzata da una forte attenzione alla cooperazione tra le discipline, alle connessioni tra ricerca e governance dei processi sociali attraverso lo sviluppo di politiche appropriate, al ruolo delle dinamiche partecipative nella scienza e al legame tra produzione di nuova conoscenza e innovazione, mantenendo tuttavia costante l’impegno nella ricerca teorica e in quella epistemologica.

Si tratta di elementi che sono sempre più presenti nel modo in cui oggi si produce la conoscenza scientifica, segnato dal difficile e, per certi versi, controverso passaggio verso la cosiddetta ricerca post-accademica.

Nel quadro di un complessivo Programma di Ricerca, Conoscenza e Innovazione è impegnata in attività di ricerca di base e di ricerca applicata.

Il Programma di ricerca

Il Programma di ricerca pone al suo centro lo studio e la comprensione dei grandi e profondi processi di trasformazione che stanno interessando le società contemporanee. Spesso, essi assumono il carattere di complesse transizioni – quali quella energetica, quella digitale, quella urbana, quella epidemiologica o quella demografica – in cui si intrecciano intimamente tra loro (fino a rendersi quasi indistinguibili) dinamiche sociali, politiche, tecnologiche e culturali. Tali processi sono principalmente connessi con l’incrementato peso della soggettività sociale, e quindi con l’accresciuta autonomia e capacità di azione degli individui e dei diversi attori sociali (anche grazie alle nuove tecnologie) di fronte al parallelo indebolimento dei vincoli e delle strutture che danno consistenza e forma alla società nel suo complesso.

Particolare attenzione è dedicata ai passaggi critici che accompagnano questo complessivo movimento, segnati dalla presenza di situazioni di forte “stress evolutivo”.

Si tratta di dinamiche sociali molto intense, spesso rapide, non lineari nella loro evoluzione, talvolta ambigue nel loro significato e contrastanti quanto a caratteri, esiti e potenziali impatti. Ne sono esempi quelle che coinvolgono le interazioni tra scienza, tecnologia e società, i rapporti di genere, l’irrompere della dimensione virtuale nella vita quotidiana, le nuove forme di costruzione dell’identità personale e di quelle collettive (si pensi, al riguardo, a quelle collegate alla religione), la perdurante urbanizzazione, o l’evoluzione delle strutture politiche e amministrative degli Stati nazionali.

Nel contesto del Programma di ricerca, un ampio spazio di riflessione e di studio è rivolto alle capacità delle scienze umane e sociali, con particolare riferimento alla sociologia, di affrontare efficacemente la dimensione della complessità, attraverso un lavoro interdisciplinare che necessariamente implica anche una revisione dei differenti strumenti epistemologici, teorici e metodologici di cui esse dispongono.

Ricerca di base

Nel corso degli ultimi anni, la ricerca di base condotta da Conoscenza e Innovazione si è mossa lungo due assi principali.

Il primo asse è rappresentato dallo studio dei processi di progressiva “socializzazione” dei nuovi ambiti di realtà resi disponibili dall’avanzamento della ricerca scientifica e tecnologica e che sono, pertanto, sempre più soggetti all’intervento umano. Ci si riferisce qui, ad esempio, ai processi bio-chimici, a quelli cognitivi e affettivi, alla espansione del mondo digitale, alla genomica o alla creazione di nuovi artefatti su scala nanometrica.

L’interesse è principalmente rivolto in due direzioni: comprendere come questa progressiva espansione delle possibilità dell’azione umana sia gestita socialmente e influenzi la vita sociale (restandone, peraltro, a sua volta influenzata); rivedere criticamente le consolidate rappresentazioni delle relazioni tra natura e cultura (sfidate, ad esempio, dal crescente uso di artefatti da impiantare nel corpo umano), tra fenomeni psico-fisici e processi sociali (si consideri, ad esempio, l’accresciuto peso delle emozioni e delle rappresentazioni collettive nella dimensione politica o in quella economica) o tra mente e società (basti considerare, al riguardo, le interazioni tra le modalità di produzione di conoscenza e la molteplicità di interazioni sociali che si sviluppano nella Rete).

Il secondo asse si concentra su temi di natura epistemologica e metodologica, quali: le condizioni che rendono possibile (nella prospettiva di un campo unico della scienza) l’avanzamento della ricerca interdisciplinare, sulla strada, appunto, dell’incontro tra differenti approcci epistemologici; i nuovi metodi di indagine resi possibili dall’uso dei big data; lo sviluppo di più adeguate metodologie di trattamento dei dati qualitativi; le interazioni tra qualità e quantità; le capacità previsionali delle scienze sociali.

Ricerca applicata

Nel contesto appena delineato, le attività di ricerca applicata forniscono un contributo vitale, in quanto consentono l’analisi diretta di alcuni dei fenomeni di mutamento in cui le situazioni di stress sociale appaiono essere più marcate, a causa della loro diffusione, delle loro dimensioni o delle loro implicazioni di medio e lungo periodo.

Tra i fenomeni maggiormente indagati, si possono citare, ad esempio:

•  le complesse e ormai pervasive interazioni tra scienza, tecnologia e società, sia in generale, sia, più specificamente, in campi ritenuti a torto poco interessati da dinamiche sociali, quali, ad esempio, le bioscienze o le scienze dei materiali;
•  i già citati processi di transizione su scala globale, a cominciare da quella verso forme di energia sostenibile, che stanno mettendo in discussione stili di vita, modelli di produzione e meccanismi sociali e decisionali consolidati;
•  il prodursi, con l’avanzamento tecnologico, di inedite tensioni tra istanze sociali egualmente diffuse e potenti, ma tra loro contrastanti, come quelle tra privacy e sorveglianza, quelle tra privacy e tendenze verso l’esposizione di sé stessi (delle proprie opinioni, dei propri sentimenti, della propria intimità o del proprio corpo, per esempio attraverso i social network) o quelle tra sorveglianza e diritti della persona;

•  il progressivo modificarsi delle relazioni di genere, sulla scia di una sempre più forte spinta sociale verso l’eguaglianza che, tuttavia, trova resistenze profonde e inaspettate anche nei settori sociali apparentemente più aperti al cambiamento;
•  i processi di mutamento che stanno investendo le organizzazioni di ricerca scientifica e tecnologica, a causa di una più densa e articolata interazione con settori sempre più ampi della società;
•  la complessificazione delle povertà, dei meccanismi che portano all’impoverimento o all’esclusione sociale, delle migrazioni internazionali e delle dinamiche di sviluppo, che porta poi a rendere opachi, e spesso indistinguibili, fenomeni anche molto diversi tra di loro, e in cui i fattori di tipo sociale giocano un ruolo sempre più marcato;
•  l’emergere di nuove forme di governo delle società contemporanee in settori quali l’ordine pubblico, le strutture di welfare o la protezione civile, nel contesto della più generale (e spesso dolorosa) trasformazione delle tradizionali istituzioni della rappresentanza politica e dell’amministrazione pubblica.

L’attività di ricerca applicata viene condotta attraverso progetti che collegano intimamente la produzione di nuove conoscenze a forme di intervento sulla realtà, quali: la formazione, la valutazione, l’assistenza tecnica a progetti di sviluppo sociale o di cambiamento istituzionale, la comunicazione scientifica, la consulenza, nonché la produzione di linee guida e di altri strumenti utili a impostare nuove politiche o a modificare quelle esistenti.

Progetti

Titolo: Realizzazione di un “Resource Tool” per sostenere l’adozione di strategie e misure volte all’eguaglianza
Acronimo: ESCMID3
Contenuti: il progetto, finanziato dall’European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ESCMID), si è posto quale obiettivo quello di progettare e sviluppare un resource tool on-line per affrontare i temi connessi con la ineguaglianza (fondata, ad esempio, sul genere, sull’appartenenza etnica, sulla disabilità o sull’orientamento sessuale) al fine di aiutare i membri dell’ESCMID a promuovere, nel loro ambiente di lavoro (ospedali, centri di ricerca, dipartimenti universitari, ecc.), strategie e misure volte all’eguaglianza.

Titolo: Studio sulla mobilità dei microbiologi clinici e degli infettivologi e sui suoi potenziali profili di ineguaglianza
Acronimo: ESCMID4
Contenuti: Il progetto, finanziato dall’European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases, intende produrre nuove conoscenze in merito alle dimensioni, alle caratteristiche e agli impatti della mobilità intra-europea dei medici, con particolare attenzione ai microbiologi clinici e infettivologi, anche al fine di verificare la presenza e i caratteri delle dinamiche di ineguaglianza che interessano i medici espatriati.

Conoscenza e Innovazione

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